Caduta capelli a fine estate? Prepara la chioma ora
Caduta capelli a fine estate? Prepara la chioma ora
Ogni anno, tra settembre e ottobre, capita di notare più capelli sul cuscino, nella spazzola o nello scarico della doccia. Non è un’impressione: la caduta di capelli a Rimini, come nel resto d’Italia, aumenta fisiologicamente a fine estate. La buona notizia è che, sapendolo in anticipo, è possibile arrivare a quel momento più preparati.
Perché i capelli cadono di più dopo l’estate
Il ciclo di vita del capello è scandito da fasi di crescita, riposo e caduta. D’estate, il calore e l’esposizione solare tendono a mantenere più follicoli in fase di crescita attiva. Quando le temperature si abbassano e i giorni si accorciano, molti capelli entrano contemporaneamente in fase di riposo e poi di caduta, dando quella sensazione di “effluvio” concentrato che si nota, appunto, a fine stagione. Questo fenomeno, noto come effluvio telogeno stagionale, è del tutto fisiologico e coinvolge, seppur in misura diversa, la maggior parte delle persone.
A questo si sommano altri fattori tipicamente estivi:
- l’esposizione prolungata al sole, che può indebolire il fusto del capello;
- il contatto frequente con acqua salata o clorata;
- lo stress termico e i cambi di temperatura tra ambienti climatizzati e caldo esterno;
- una minore idratazione del cuoio capelluto dovuta alla sudorazione e all’uso di prodotti solari.
Quando la caduta stagionale diventa un campanello d’allarme
È normale perdere fino a 100 capelli al giorno, e questo numero può aumentare leggermente nel periodo di fine estate senza che si tratti di un problema. Tuttavia, se la caduta appare particolarmente abbondante, prolungata per più di due o tre mesi, oppure accompagnata da un diradamento visibile in aree specifiche del cuoio capelluto, è opportuno non limitarsi a un rimedio generico ma richiedere una valutazione tricologica specialistica, per escludere cause diverse da quella semplicemente stagionale, come carenze nutrizionali, alterazioni ormonali o problematiche del cuoio capelluto.
Perché conviene agire ora, non a settembre
Aspettare di vedere già i capelli diradarsi per correre ai ripari è la strategia meno efficace. I trattamenti tricologici danno il massimo beneficio se iniziati prima del picco di caduta, in modo da rinforzare il bulbo e il cuoio capelluto quando i follicoli sono ancora in fase attiva. Agire in anticipo significa lavorare in prevenzione, anziché rincorrere un problema già manifesto.
Cos’è il tricopat e come agisce
Il tricopat è un trattamento tricologico che agisce direttamente sul cuoio capelluto, con l’obiettivo di:
- stimolare il microcircolo e il nutrimento del follicolo;
- contrastare l’indebolimento del capello causato da sole, salsedine e cloro;
- rinforzare la struttura del capello in vista della fase di caduta stagionale;
- riequilibrare un cuoio capelluto provato da sudorazione, sole e agenti esterni.
Un percorso di tricopat a Rimini avviato a fine estate, prima o durante le prime settimane di rientro dalle vacanze, permette di arrivare al periodo critico con un cuoio capelluto già più forte e resistente. Il trattamento si svolge generalmente in più sedute, con cadenza settimanale o quindicinale, e viene spesso associato a un’analisi tricologica iniziale per personalizzare il percorso in base alle caratteristiche specifiche del capello e del cuoio capelluto.
Piccoli accorgimenti quotidiani per aiutare la chioma
Oltre al percorso tricologico, alcune buone abitudini possono aiutare a limitare lo stress subito dai capelli in estate:
- risciacquare i capelli con acqua dolce dopo il mare o la piscina;
- utilizzare un cappello o una protezione solare specifica per capelli nelle ore centrali della giornata;
- idratare regolarmente lunghezze e cuoio capelluto con prodotti specifici;
- evitare piastre e phon ad alte temperature nei periodi di maggiore stress del capello.
Cosa aspettarsi da un percorso di prevenzione
Chi intraprende un percorso tricologico in questo periodo generalmente non nota un effetto immediato, ma un miglioramento progressivo nell’arco delle settimane successive: capelli più forti al tatto, minore sensazione di sfibratura e, con il tempo, una riduzione della caduta rispetto agli anni precedenti. La costanza è l’elemento chiave: un percorso avviato e poi interrotto a metà rischia di non dare i benefici attesi, mentre il completamento del ciclo di sedute consigliato dallo specialista permette di arrivare all’autunno con una chioma realmente più resistente.
Un piccolo gesto di prevenzione
Non serve aspettare di vedere il problema per intervenire. Una valutazione tricologica in questo periodo permette di capire lo stato reale del capello dopo l’estate e di impostare, se necessario, un percorso personalizzato prima che la caduta stagionale raggiunga il suo picco. Un cuoio capelluto sano e ben nutrito è la prima difesa contro un diradamento che, seppur temporaneo, può risultare fastidioso da vivere.
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