Psicologia e chirurgia estetica
Come la Psicologia può supportare il paziente nel percorso di trasformazione dell’immagine corporea
Ognuno di noi ha una propria immagine corporea con cui instaura un rapporto, una connessione, nel corso della vita, a prescindere dalla qualità di questo rapporto che può essere, a seconda delle fasi e dei momenti di vita, conflittuale o soddisfacente.
La chirurgia estetica viene spesso utilizzata per apportare delle migliorie ad aspetti del nostro corpo che non ci piacciono. Queste trasformazioni, sia piccole che grandi, possono apportare apparenti conseguenze positive come la promozione di un’immagine positiva di noi stessi, che, in realtà, nasconde una forte disistima e che può portarci ad entrare in un circolo vizioso, alla ricerca di un perfezionismo senza fine.
Tuttavia, quando ci si approccia ad un percorso di cambiamento estetico attraverso la chirurgia, ci sono alcuni elementi che pazienti, ma anche gli stessi medici chirurghi, spesso sottovalutato, soprattutto in termini di conseguenze:
– Le trasformazioni sono essenzialmente permanenti
– I cambiamenti a livello corporeo comportano cambiamenti anche a livello psicologico e non sempre sono positivi (es. depressione post intervento)
– Abuso nell’uso della chirurgia estetica che può essere causa e/o conseguenza di disagi a livello psicologico
– I miglioramenti a livello di estetica rispondono a bisogni di approvazione e disistima che spesso restano inascoltati
In questo quadro, è necessario inserire il percorso di cambiamento dell’immagine corporea, all’interno di un percorso di scelta consapevole che può ridurre l’impatto emotivo che questo avrà sicuramente e ridurre, allo stesso tempo, interventi psicologici post operatori. Per questi motivi, i medici, in primis, dovrebbero prevedere uno psicologo/psicoterapeuta che affianchi il paziente in questo percorso ricco di cambiamenti a diversi livelli.
Dott.ssa Alice Carella
Psicologa Psicoterapeuta





